È un grido disperato quello Asia Bibi lancia dalla cella di isolamento del carcere di Sheikpura, nel Punjab pachistano, dove è rinchiusa, condannata a morte per blasfemia, nella prima intervista concessa dall’inizio della sua vicenda.La donna, madre di 5 figli, è stata arrestata nel 2009 e condannata nel 2010: la sua colpa, secondo le vicine di casa, sarebbe quella di aver insultato Maometto e di essersi rifiutata di convertirsi all’Islam.
Il caso si è trasformato in una questione internazionale quando la proposta di modificare la legge sulla blasfemia sull’onda della sua vicenda, ha generato un’ondata di violenze in Pakistan: una rabbia culminata negli assassinii, a gennaio e marzo, del governatore del Punjab Salmaar Tasmeer e del ministro delle Minoranze religiose Shahbaz Bhatti, che si erano battuti per la modifica.Dopo queste morti, il cerchio intorno ad Asia Bibi si è stretto ulteriormente.
Asia Bibi risponde alle domande tramite il marito, Ashiq, l’unica persona insieme ai suoi legali autorizzata ad incontrarla, e alla sede londinese della Masihi Foundation, che si occupa della sua difesa.Signora Bibi, per prima cosa vuole raccontarci come sta’”Prima di rispondere alla sua domanda, voglio mandare i miei ringraziamenti a tutti quelli che sono preoccupati per me e che stanno pregando per me.
Io sono per certo di essere una vittima innocente di questa legge; soffro e l’intero mondo deve sapere che sto soffrendo senza aver commesso nessun crimine”.Parliamo di futuro, signora Bibi: cosa sogna di fare quando uscirà’
Fonte:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/27/news/intervista_asia-14143478/