Per la gran parte si tratta di ragazzi armati d’improvviso e volontari, senza un’idea di cosa devono fare.
Stando con loro, si rischia di trovarsi di fronte alle truppe di Gheddafi senza essersi neppure resi conto di avere oltrepassato l’immaginaria linea del fronte.
Sacrifici come questi ci ricordano che anche in un’era di sovrabbondanza di immagini come la nostra, continuano a esserci testimoni che rischiano la vita per offrire qualcosa di più.
Penso però che ci sia bisogno, insieme e a integrazione di questi documenti catturati all’istante, anche del lavoro di giornalisti che provino ad andare «oltre», offrendo immagini che possono indurre alla riflessione su eventi di portata storica.
Fonte:
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=8644&ID_blog=25&ID_sezione=29